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24 luglio 2012

\\ FUORI USO 12 IN OPERA

FUORI USO 12 IN OPERA


Mostra di arte internazionale a Pescara

Dopo 5 anni d’interruzione torna “in opera” Fuori Uso, la manifestazione d’arte internazionale che ha fatto parlare di sé in Italia e nel mondo, presentando nel tempo opere di giovani talenti insieme ad artisti affermati, a conferma di una vocazione sperimentale quale promessa di futuro.

Riparte, quindi, una storia iniziata nel 1990 da un’intuizione di Cesare Manzo con l’intento di creare un momento di confronto con l’arte internazionale, all’interno di un territorio apparentemente periferico come l’Abruzzo, ma che ha sempre mostrato una vocazione per l’arte contemporanea e la contemporaneità.

Se in passato l’arte veniva mostrata recuperando spazi in disuso della città di Pescara, secondo un modello espositivo che ha ottenuto un largo seguito, oggi si riparte con uno spazio fuori uso sì, ma non abbandonato, nel senso che non è “ancora” in uso. Si tratta del parcheggio sotterraneo dell’edificio “Opera”, attualmente in fase di realizzazione da parte della Caldora Immobiliare Costruzioni.
 

Fuori Uso ha trovato quest’anno un valido supporto nell’iniziativa privata. Se, dopo cinque anni di pausa, a Pescara si tornerà a parlare di arte contemporanea, sarà grazie al coinvolgimento di un gruppo di imprenditori abruzzesi e alla sensibilità e alla disponibilità di Deborah Caldora. Non a caso, infatti, l’ultima realizzazione dell’imprenditrice pescarese, Opera, è stata firmata da Mario Botta, uno dei massimi esponenti dell’architettura contemporanea, che ha progettato un edificio dall’elevato valore architettonico.

La mostra presenterà i lavori di una trentina di artisti provenienti dall’Italia e dal mondo, confermando la vocazione globale della rassegna. Una vocazione tesa a mostrare differenti culture e tecniche che vanno dalla pittura al disegno, dall’istallazione al video, dalla scultura alla stampa, secondo una concezione che ogni volta sorprende per la qualità poetica dei lavori e degli artisti.

Fuori Uso offre quindi una proposta a 360 gradi, con la novità di arretrare per la prima volta fino all’alba della modernità con un’opera di Filippo Tommaso Marinetti, padre del Futurismo; laddove l’arretramento non è da intendersi come stallo sul passato ma come rilancio della contemporaneità, che nel Futurismo ha molte radici.

FONTE:
http://www.espoarte.net/calendario-eventi/fuori-uso-in-opera-a-cura-di-giacinto-di-pietrantonio/

 

 
 

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